Prostatectomia radicale

Si tratta dell’asportazione completa della ghiandola prostatica , e conseguentemente del tratto dell’uretra che passa al suo interno .  La continuità della via urinaria viene poi ripristinata suturando la vescica al moncone distale dell’uretra . L’intervento può essere effettuato sia in chirurgia aperta che in VLS che con l’uso del sistema Da Vinci ( detto impropriamente robot) . I risultati sono in generale sovrapponibili per le tre tecniche , dipendendo essenzialmente dall’esperienza del chirurgo .  la tecnica della prostatectomia radicale tuttavia deve essere adeguata allo stadio e al grado del tumore , e quindi al rischio che ha il paziente di morire per tumore ( chirurgia su misura) . Se per i tumori a basso rischio si può eseguire una tecnica molto aderente alla prostata (c.d. intrafasciale)  , con una limitata asportazione dei linfonodi, per i tumori ad alto rischio si deve allargare l’exeresi il più possibile ai tessuti periprostatici ed asportare quanti più linfonodi possibile .