Buoni risultati chirurgici anche nei tumori della prostata ad alto rischio

Al congresso internazionale di Parigi (European Association of Urology ), il team di UROPRO ha portato una analisi dei risultati dopo intervento chirurgico radicale per neoplasia della prostata ad “alto rischio”, che ha suscitato un grande interesse e un lungo dibattito nella comunità scientifica urologica. Per “alto rischio” si intende un tumore che al momento della diagnosi è associato a un PSA particolarmente elevato, maggiore di 20 ng/mL, o con caratteristiche di alta aggressività, riassunte da un punteggio di Gleason score maggiore di 7 (su 10), o che alla palpazione o ad esami radiologici ha segni di sconfinamento dalla ghiandola da cui origina, la prostata. Si tratta di un tumore che ha un alta probabilità di ridurre la qualità e la quantità di vita se non adeguatamente curato, specialmente se diagnosticato prima dei 65 anni. L’analisi condotta dal team evidenzia che almeno la metà dei pazienti è curata dalla sola chirurgia e non ha necessità di trattamenti aggiuntivi (per esempio la radioterapia o la castrazione chimica) anche a lungo termine, purchè la chirurgia sia adeguatamente aggressiva. Degli oltre 400 pazienti ad alto rischio seguiti per almeno 3 anni , solo 4 sono purtroppo deceduti per conseguenze del cancro prostatico. Inoltre la continenza urinaria, che è un degli aspetti che principalmente interessa la qualità di vita degli operati, è preservata nella stragrande maggioranza dei casi (circa il 95%). In conclusione, con una buona chirurgia, è possibile ottenere risultati di ottimo livello pur partendo da una situazione che potrebbe apparire almeno all’inizio compromessa mantenendo una buona qualità vita…..

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